Autoproduzione… un trampolino verso il fumetto d’autore

Il trampolino… da un’intervista a Zerocalcare


Com’è incominciato tutto?
“Con 500 copie de La profezia dell’armadillo. Che fu un’autoproduzione”.

Cosa significa autoproduzione?
Autoproduzione“Che portavo io le copie alle librerie: quattro copie a una, dieci all’altra, e le lasciavo in conto vendita. Tenevo i conti su dei fogliettini che poi perdevo. Ma non potevo lasciare gli scatoloni in macchina se no te la sfondavano e quindi: tre piani a piedi senza ascensore ogni giorno. In macchina ci stavano solo cinque scatoloni e quando il libro ha iniziato a vendere e dieci librerie in un giorno mi chiedevano quaranta copie l’una, dovevo andare avanti e indietro dallo stampatore a Formia, due volte. Un incubo. Ancora adesso mi ritrovo dei foglietti in certe giacche, con il conto vendita di copie mai pagate, di librerie in cui non sono più tornato, senza contare che in quel periodo mi hanno tolto nove punti della patente…”.

Quanto copie hai venduto in questo modo?
“Le ho ristampate per dieci volte fino ad arrivare a circa 5.000 copie”.

Intanto la Profezia dell’armadillo cominciava a diventare un caso. A quel punto qualcuno se n’era accorto…
“Sì, la casa editrice Bao si è fatta avanti e mi ha chiesto di pubblicare un nuovo libro, ma quando si sono accorti che io non ce la facevo più e che l’Armadillo continuava a vendere hanno deciso di ristamparlo loro e quella è stata la mia salvezza”.

Quante copie questa volta?
“Altre 5.000 e sembrava un azzardo, invece credo che alla fine siano arrivate a 50.000”